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Città Proibita: fascino che oscura le vie del turismo rosso

La Cina conserva un cuore antico nella frenesia moderna delle megalopoli; con l’atavica tradizionale attitudine a ricercare un equilibrio tra gli opposti, Pechino riesce ancora a regalare al turista momenti d’incanto nella contemplazione di un’antica bellezza al di là dell’assedio del traffico; riserva oasi di verde fiorito tra le cattedrali dello shopping, per i cultori delle discipline orientali che al mattino e al tramonto si ritrovano nei parchi ad esercitarsi nelle flessuose movenze del tai chi.

La storia recente della Cina viene ripercorsa attraverso immagini emblematiche sui tabelloni esposti nei parchi e sui maxischermi di piazza Tien An Men, la stampa gratuita ad uso degli stranieri dà conto di una nuova attenzione per i percorsi del “turismo rosso” attraverso le tappe della “lunga marcia” di Mao, ma sono sempre i luoghi celebri della Cina più antica a calamitare il grande flusso dei visitatori.

Un battello a forma di drago traghetta i pechinesi in gita domenicale e gli stranieri in cerca di note di colore dal Padiglione dei Diecimila Buddha all’Isola di Giada, al centro del parco Beihai.

Nel Museo degli orologi, di fabbricazione europea e locale, si trova una duplice, interessante testimonianza: dello sfarzo che faceva da sfondo ai meticolosi rituali, dell’interesse per le scienze e la tecnica, che trova altre testimonianze nell’Osservatorio astronomico, creato dai Ming sulla sommità di una torre, lungo la cerchia delle mura in parte restaurate di recente e fiancheggiate da un parco.

Fonte: www.giornaledibrescia.it

October 21, 2009 - Posted by kecrila | Uncategorized | | No Comments Yet

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